News - Sistri: per il ministero è tutta colpa delle aziende di autotrasporto....la beffa continua!

Dopo l’annullamento della conferenza di presentazione del Sistri, prevista per il primo dicembre, dal ministero dell’Ambiente rincarano la dose e sollevano un nuovo polverone scaricando le colpe dei ritardi di applicazione del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti su autotrasportatori e aziende. Il tutto attraverso una lettera inviata al quotidiano il Giornale in risposta alle dichiarazioni di Fai-Conftrasporto.

Ma andiamo con ordine.

La Confederazione che raccoglie gli operatori dei settori trasporto-spedizione-logistica aveva contestato le procedure in atto per chiarire il funzionamento del Sistri, a partire dal fallimento della diffusione delle black box, che ancora la maggior parte dei veicoli non hanno installato, e dei dispositivi usb, fino alla mancata regolamentazione delle attività degli operatori esteri

Accanto a questi problemi molto pratici, troviamo poi una causa pendente al TAR, che riguarda l’affidamento della gestione del Sistri alla Selex Service Management, a cui si aggiunge un’indagine della procura di Napoli sui rapporti tra la stessa società e le società di Francesco Paolo De Martino (indagato come l’AD della Selex Sabatino Stornelli, noto per gli scandali sugli appalti dell’Aquila). Semplificando, si sentirebbe puzza di subappalto e procedure forse fuori legge. Saranno i giudici a decidere, resta il fatto che il Sistri potrebbe essere totalmente bloccato se il TAR decidesse di annullarne il decreto istitutivo.

Altro elemento che fa da sempre discutere, il segreto di Stato posto sul nuovo sistema, che non permette di entrare in possesso di informazioni preziose, come le cifre che riguardano proprio quel giro d’affari, tanto discusso sulla base di indiscrezioni più che di dati.

Questioni giudiziarie a parte, il Sistri attende ancora di essere ufficialmente presentato. O meglio, il primo  dicembre avrebbe dovuto essere illustrata una serie di dati da parte del ministro Stefania Prestigiacomo legati alla distribuzione di black box e chiavette usb, ma la conferenza è stata annullata. Non solo. Il primo dicembre era anche la data scelta dagli operatori del settore per scendere in piazza e manifestare contro il nuovo sistema.  E ancora. Sempre gli operatori hanno avviato una raccolta di firme per chiedere una proroga dell’entrata in vigore delle sanzioni per chi non si adegua e non risulta in possesso dei requisiti necessari, ossia proprio di quelle black box e di quei dispositivi che non sono stati consegnati in tempo, nonostante il termine ultimo fosse il 30 novembre.

Il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini parlava il 29 novembre di “incubo Sistri” per le piccole e piccolissime imprese come parrucchieri o estetisti, che dovranno adempiere agli obblighi del sistema, costi in primis, ma non trovano chiarezza nelle procedure. Qualche giorno prima, la stessa Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, affermava in una nota: “Siamo solo all’80% della distribuzione dei dispositivi indispensabili alle aziende per rendere gli obblighi di tenuta delle scritture contabili, relative alla gestione dei rifiuti, e al 70% del montaggio delle black box a bordo degli automezzi autorizzati al trasporto dei rifiuti pericolosi nel Paese; ciò significa che decine di migliaia di imprese che hanno versato la tariffa 2010 per il funzionamento del sistema, sono nell’impossibilità di ottemperare ai propri obblighi, anche per la estrema difficoltà di accedere al Sistri attraverso il collegamento telematico che funziona malissimo”. Sono proteste e contestazioni che hanno generato anche proposte inoltrate al ministero, come quella di prorogare il sistema cartaceo di gestione rifiuti per il 2011, facendo valere per il 2012 la tariffa pagata dagli operatori.

Come in una catena infinita, un problema rimanda a un altro problema. Lo stop alle procedure cartacee è fissato al 31 dicembre 2010, ma è una data non ufficiale, visto che il decreto che recepisce la direttiva europea 2008/98 sui rifiuti - approvato dal Consiglio dei ministri il 18 novembre scorso – deve essere prima pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ed eccoci alla replica del ministero dell’Ambiente, che si pronuncia per la prima volta dopo i vari rinvii delle presentazioni del suo Sistri. Lo fa attraverso una lettera inviata a il Giornale, che l’ha pubblicata nell’edizione di ieri, rispondendo direttamente a Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto e imputando alle aziende i ritardi. I dispositivi sarebbero stati dunque consegnati, secondo il ministero, ma gli operatori del settore non si recano dagli addetti alle installazioni e tutto si ferma.

Ecco le parole esatte contenute nella lettera:

Il ritardo nell’installazione delle black box’ è in buona parte addebitabile alle aziende di autotrasporto e non al Sistri. Sono circa 5000 le aziende che avrebbero dovuto installare circa 21mila black box ad aver disertato per una o due volte gli appuntamenti con le officine per l’installazione sui mezzi dei dispositivi Sistri. Mentre altre 11mila aziende che hanno richiesto 2 o più black box hanno proceduto all’installazione della tecnologia su uno soltanto dei loro camion rinviando l’installazione sugli altri. In assenza di questi comportamenti, che riguardano gli autotrasportatori e non il Sistri, oggi avremmo installato tutte le black box sinora richieste. Siamo comunque fiduciosi che nel corso del mese di dicembre, quando ancora il mancato uso del sistema Sistri non determina l’irrogazione di sanzioni, molte altre black box saranno installate. Inoltre, per far fronte alle esigenze specifiche degli autotrasportatori, sono state adottate misure specifiche di ausilio, tra le quali l’attivazione di un numero di telefono dedicato alla categoria, mentre un altro è stato attivato per le officine. È stata anche allestita in ogni regione, accanto a quelle già autorizzate, una ulteriore officina mobile per l’installazione dei dispositivi black box. Tutte iniziative, queste, note alle associazioni di categoria e alle loro articolazioni territoriali”.

Oltre al danno, la beffa.

 

Fonte: GreenBiz.it
(http://www.greenbiz.it/panorama/italia/1215-sistri-per-il-ministero-e-tutta-colpa-delle-aziende-di-autotrasporto-la-beffa-continua-)


3/12/2010