News - La disciplina Sistri come l'araba fenice, si riparte dal 9 febbraio 2012
Il SISTRI – Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti - gestito dal Ministero dell’Ambiente e previsto ex artt. 188 ter e ss. del d. lgs 152/2006, c.d. Codice dell’ambiente, è una rete informatica a cui le imprese produttrici o intermediarie dei rifiuti – dalla grande industria al piccolo artigiano, secondo modalità distinte dalle qualità e dalle quantità prodotte - devono fornire informazioni e dati relativi alla gestione ed allo smaltimento.
Con il SISTRI, il Legislatore ha inteso dematerializzare i canali di raccolta dei dati al fine di avere, mediante la diretta interconnessione del Sistema cit. con il Catasto nazionale dei rifiuti ex art. 189 del Codice dell’ambiente, una snella geografia della filiera che i rifiuti, pericolosi e non, tracciano sul territorio. La bozza di manovra di agosto, prevedeva di stracciare il Decreto Ministeriale n. 52 del 18 febbrario 2011 esecutivo delle su esposte previsioni legislative, e pareva in un sol colpo averne rimosso le già note incertezze applicative e le ambiguità regolamentari. Con quella paventata abrogazione, era intenzione colpire un elemento giudicato di costo per le imprese, che sarebbero state tenute ad una esasperata protocollazione informatica nella gestione dei rifiuti e a soddisfare una serie di adempimenti – ad es. registrazione dei dati su supporti USB autenticati, installazione di c.d. blackbox sui veicoli deputati al trasporto dei rifiuti, predisposizione di strumentazioni di videosorveglianza sui luoghi di stoccaggio – che avrebbero richiesto supporti tecnologici e conoscenze informatiche di sovente ancora da formare.
Tuttavia, a far da contraltare, destava più di una perplessità l’abolizione del Sistema cit., per l’alto valore modernista che questa disciplina pareva avere in un preesistente quadro a fortissimo tasso burocratico, nel quale il documento cartaceo – registro di carico e di scarico dei rifiuti - manteneva ancora una essenziale centralità, e nel quale la sanzione seguiva il danno piuttosto che la violazione, punita più blandamente, della procedura di sistemazione-raccolta dati. La sanzione più significativa interveniva infatti a latte versato, più che stimolare la diligenza nel rispetto della protocollazione delle qualità e delle quantità dei rifiuti prodotti.
Tuttavia, le sanzioni-SISTRI continueranno ad agitare il sonno di parecchi imprenditori. A riparare quel soffio abrogatore è intervenuta la legge n. 148 del 14 settembre 2011 la quale, convertendo con modifiche l’art. 6 del Decreto Legge n. 138/2011, c.d. Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo, ha riesumato dalle ceneri la disciplina SISTRI e ne ha prorogata l’entrata in vigore al 9 febbraio 2012. Nei settori economici coinvolti regna il malumore: le preoccupazioni per la verità sono più che comprensibili, con l’ultimo intervento riparatore il legislatore – pungolato da un gigantismo informatico forse ingiustificato - ha affilato le unghie nei confronti degli operatori economici, mediante la previsione di sanzioni in grado di mettere in ginocchio anche imprese di medie dimensioni – v. art. 260 bis del Codice cit. sull’omessa o irregolare registrazione al SISTRI –, non ha però fornito la garanzia di essere in grado di predisporre le strutture informatiche centralizzate idonee a contenere la mole di dati che si prevede di recepire. L’art. 6, della l. 148 cit., motiva – ma non condiziona – la proroga concessa con la necessità del Ministero dell’Ambiente di porre le dovute sistemazioni informatiche. Preoccupazione a cui gli addetti ai lavori sperano segua un significativo sforzo, dato che già in prossimità della precedente prevista entrata in vigore della disciplina SISTRI – 1° giugno 2011 -, le strutture informatiche si mostravano lente e di ostica usufruzione, nonostante molte imprese avessero già pagato per un biennio le quote di iscrizione di un servizio mai nato. Ben venga allora la previsione contenuta nell’art. 22 del D.M. cit., che consente alle imprese di delegare ogni incombente alle associazioni nazionali di categoria. A valle di questo nervosismo legiferante, da febbraio 2011 il SISTRI diverrà operativo, le imprese saranno chiamate a predisporre quelle risorse umane ed informatiche idonee a garantire l’adesione ai protocolli richiesti. L’ultima pagina del SISTRI non è stata ancora scritta, rumors ministeriali non ne escludono né una ulteriore proroga né la predisposizione di esimenti per quelle imprese pur diligenti, tuttavia in difficoltà con le rudezze tecnologiche di una struttura ministeriale ancora in gestazione.
8/11/2011
Fonte: IlSole24Ore.it
















