News - Sistri: ecco come verrà semplificato il sistema che entrerà in vigore a febbraio 2012

Ne abbiamo parlato già nei giorni scorsi, ma oggi la notizia è ufficiale: approvata la manovra bis alla Camera, infatti, il Sistri si appresta a diventare operativo. Mancano ancora 4 mesi per testare il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, poi le imprese dovranno considerarlo l’unica alternativa possibile per comunicare le loro azioni lungo la filiera che porta allo smaltimento. Ma ogni ingranaggio dovrà essere ben oliato: se qualcosa andrà storto, il Sistri rischierà di essere cancellato per sempre, ecco perché si pensa già a come semplificarlo.

 

 

Ieri la Camera ha approvato il ddl n.A4612 e questo significa che il Sistri verrà ufficialmente ripristinato, così come già deciso precedentemente al Senato. E’ stato il dl 138/2011, di fatto, a sancire l’utilità del nuovo sistema, non ammettendone l’abrogazione definitiva e fissandone l’entrata in esercizio al 9 febbraio 2012. L’eccezione c’è anche questa volta, ma è stata – dopo pochi mesi – eliminata la famosa “partenza a scaglioni” che individuava una serie di gruppi di imprese che avrebbero progressivamente abbandonato Mud e registri cartacei in tempi diversi. Secondo l’ultima versione, infatti, solo le imprese con meno di 10 dipendenti potranno attendere: per loro il Sistri non sarà operativo prima di giugno 2012.

Fin qui di novità ce ne sono poche. Ma circolano anche notizie secondo cui entro metà dicembre saranno messi in atto altri test per verificare che tutti i dispositivi elettronici e il software che permette al Sistri di funzionare siano davvero “a prova di tilt”.

Inutile ricordare i risultati dei Click Day svoltisi nell’ultimo anno, che hanno evidenziato come il sistema non potesse reggere alle troppe richieste di accesso da parte degli operatori desiderosi di inserire i dati relativi agli spostamenti dei propri rifiuti pericolosi.

Ebbene, anche su questo punto potrebbero esserci buone nuove in arrivo. A quanto pare, i rifiuti che non presentano “specifiche caratteristiche di criticità ambientale” potrebbero finire in una categoria a parte, per la quale si potrebbe attivare una procedura differente e semplificata, che comporterebbe dunque meno oneri per le imprese, soprattutto in termini di perdita di tempo dovuta alla burocrazia prevista per riversare i dati nel sistema stesso. Non solo. Chi produce rifiuti che saranno ritirati obbligatoriamente da sistemi di gestione potrà probabilmente evitare di farsi carico in prima persona degli adempimenti imposti dal Sistri, mentre ad occuparsene sarebbero i consorzi.

 

 

Infine, i ministeri dell’Ambiente e della Semplificazione saranno al lavoro per riconfezionare la classificazione delle aziende produttrici di rifiuti pericolosi, tutto questo sempre durante questi 4 mesi che ci separano da febbraio, quando non sarà più possibile rimandare ancora i termini di entrata in vigore del Sistri. Finisce qui, dunque? No, affatto. Ormai le proroghe sono diventate la regola e anche il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti ne ha conosciute svariate. L’ennesimo slittamento sembra impensabile, ma chissà che la proposta dell’abolizione totale, appena uscita dalla porta, non rientri dalla finestra.

 

Fonte: GreenBiz.it

15/9/2011